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Elegante e imponente, immersa in un parco di oltre due ettari, Villa Alessia (già Maraini Guerrieri Gonzaga) è una delle più affascinanti dimore storiche del territorio mantovano. La sua storia si intreccia con quella di Palidano, antica “corticella” agricola sorta lungo il Po Vecchio, ma è soprattutto tra Settecento e Novecento che la villa diventa protagonista della vita culturale lombarda. Le origini di Palidano risalgono al IX secolo, quando il luogo compare nei documenti come Lictora Paludana, “litorale della palude”, per la natura umida e golenale del territorio.
Qui sorse una piccola corte agricola fortificata, protetta da palizzate e terrapieni contro alluvioni e incursioni. Nei secoli la tenuta appartenne ai Canossa, ai Bonacolsi e infine ai Gonzaga, che la mantennero fino al 1707.
La svolta arrivò nel Settecento, quando i beni furono assegnati dall’Impero Austriaco alla famiglia Zanardi, insignita del titolo di Conti della Virgiliana. Fu Ignazio Zanardi, nel 1746, ad avviare una radicale trasformazione della proprietà grazie anche alla dote della moglie Ippolita Ballati-Nerli. Iniziò così la costruzione della villa padronale e del parco. La villa, severa ed elegante, presenta un impianto rettangolare a due piani, con un grande salone centrale a doppia altezza dominato dalla torretta panoramica. Gli interni conservano affreschi settecenteschi attribuiti a Pietro Mazzoccoli. Accanto alla residenza sorge ancora il rustico cinquecentesco con il porticato di diciassette archi, memoria dell’antica corticella medievale. Alle spalle della villa si estende il giardino storico di oltre 22.000 metri quadrati, impreziosito dal tempietto-belvedere neoclassico. Nel 1809 la proprietà passò ai Guerrieri Gonzaga, antica famiglia mantovana, in particolare a Marianna, donna colta e raffinata, che trasformò la villa in un vivace salotto culturale frequentato da artisti e intellettuali.
Dopo la sua morte, la tenuta venne gestita dai nipoti Anselmo e Carlo Guerrieri Gonzaga , entrambi coinvolti nei fermenti patriottici del Risorgimento e successivamente protagonisti della vita politica del neonato Regno d’Italia. Proprio l’impegno politico di Carlo nei moti risorgimentali lo costrinse a un periodo di esilio in Svizzera, dove conobbe Emma Hohenemser, pedagoga tedesca legata ai più avanzati movimenti di rinnovamento educativo europeo. Dal loro matrimonio nacque Maria Guerrieri Gonzaga, futura moglie di Clemente Maraini e figura centrale nella storia culturale della villa. Donna colta e profondamente sensibile ai temi sociali, Maria fece parte del comitato promotore della prima scuola per infermiere in Italia, la “Scuola Convitto Regina Elena del Policlinico Umberto I” di Roma, ricoprendo il ruolo di vice-presidente accanto alla presidente e principessa Emily Doria Pamphilj. Collaborò inoltre con Maria Montessori , condividendone i principi pedagogici e l’impegno per l’educazione e la tutela dell’infanzia. Nel 1929, all’interno del teatrino di famiglia di Palidano, nacque la “Casa dei Bambini Carlo Guerrieri Gonzaga”, dove vennero sperimentati i primi arredi e materiali didattici montessoriani. Da quell’esperienza prese forma, anni più tardi, GAM - Gonzagarredi Montessori.
Oggi Villa Alessia conserva il fascino di una dimora storica lombarda e il ricordo unico di un luogo in cui arte, educazione, scienza e ideali risorgimentali si sono incontrati.
VILLA ALESSIA (gia' Maraini Guerrieri Gonzaga) e' tappa del prcorso delle ville Gonzaga
