Incombenza della pittura

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Tipologia

MANTOVA

Citta

Casa del Mantegna

Luogo

Via Acerbi, 47 - Mantova

Indirizzo

03/04/2026 - 03/05/2026

Data inizio - fine

Descrizione

INCOMBENZA della PITTURA.

Opere dalla collezione del Premio Bugatti-Segantini, promossa dalla Provincia di Mantova, dalla Fondazione Rossi, dalla Libera Accademia di Pittura in collaborazione con l’Associazione Culturale Flangini,
curatela dello storico e critico d’arte Massimo Bignardi.

È un percorso tratteggiato dai dipinti dei premiati degli ultimi tre decenni, mirando ad evidenziare l’attualità della pittura e del suo farsi testimone del proprio tempo e dei srapidi cambiamenti sociali e culturali. 

«L’arte, la bella pittura, la scultura, la grafica d’arte e poi il mondo delle cose frutto del sapere e della manualità artigiana – scrive Luigi Emanuele Rossi presidente della Fondazione Rossi – son cose che scaldano il cuore. Lo sono perché in esse si legge il vitalismo delle mani, la capacità di tradurre la forza del pensiero, traducendo ciò che della vita quotidiana ci sfugge.

Il Premio Bice Bugatti-Giovanni Segantini da quasi otto decenni persegue una linea che mira a dare all’arte, alla capacità immaginativa degli uomini aggiornate prospettive: vivere il presente leggendo e riflettendo il nostro essere in ‘specchi magici’ come sono, in fondo, i dipinti e in generale le opere d’arte, scrive il curatore, Massimo Bignardi, riprendendo il pensiero di Marcel Proust.

Specchi concavi se si concentrano sull’individuo, sulla sua manifesta espressione di una necessità d’identità esistenziale, convessi se, dilatandosi al perimetro del nostro pianeta, segnalano i luoghi e le loro eccellenze o le loro precarietà.

Promuovere l’arte, cioè porre una costante attenzione ai processi dell’arte, ai linguaggi che traducono in luoghi e immagini concrete l’inesprimibile, è stato ed è per il Premio, per quanti operano all’interno della macchina organizzativa, la Libera Accademia di Pittura e la Fondazione Rossi che ho l’onore di presiedere, il leitmotiv di un processo di riconoscimento. Al tempo stesso è l’incipit per una sempre più attiva partecipazione al dibattito che non investe solo il mondo dell’arte e della cultura in generale, ma gli aspetti di un processo che nell’incontro con l’Altro scorge la speranza, che vuol dire “creare legami”.

È questo l’impegno etico sotteso ai nostri eventi che, se pur con diverse difficoltà, costruiscono giorno dopo giorno la prospettiva di un programma rivolto a restituire la cultura ai suoi luoghi: la comunità.

L’arte trasmette valori che appartengono alle comunità; esse non sono isole sparse nell’oceano dell’umanità, bensì perle tenute insieme da un unico filo». 

“A sostare, oggi, davanti a un dipinto – scrive Massimo Bignardi curatore della mostra – siamo ancora in tanti ed è, per nostra fortuna, ciò che ereditiamo da un passato millenario. Una moltitudine di sguardi sosta, interrogandosi, davanti a quadri che Proust aveva definito specchi magici, «nei quali, allorché si sappia contemplarli bene, discostandosene un poco, si rivelano importanti parti della realtà».

Parti della realtà e del loro tempo, sono i fili dell’ordito che tesse la trama narrativa di questa mostra “INCOMBENZA DELLA PITTURA” che propone una selezione di opere del Premio Internazionale Bice Bugatti-Giovanni Segantini.

Una narrazione proposta dalle opere di trent’uno artisti, vincitori delle edizioni del Premio alla carriera e di quello internazionale: Arcangelo, Moisés Anturiano, Renata Boero, Italo Bressan, Alejandro Fernández Centeno, José Antonio Choy Lòpez, Agostino Ferrari, Franco Guerzoni, Fumitaka Kudo, Ugo La Pietra, Franco Marrocco, Rosaria Matarese, Claudio Palmieri, Alberto Diaz Parra, Marco Petrus, Concetto Pozzati, Mario Raciti, Thomas Rajlic, Liberio Reggiani, Francisco Romero, José Rosabal, Jorge Sarsale, Alessandro Savelli, Medhat Shafik, Domenico Simonini, Julio Cèsar Soria Justo, Giangiacomo Spadari, Togo, Armanda Verdirame, Claudio Verna. L’elenco chiude con Riccardo Guarneri che quest’anno riceverà il premio alla carriera del 67° Premio Internazionale Bice Bugatti-Giovanni Segantini.

È una narrazione che tiene insieme molteplici linguaggi creativi, segnando un dialogo tra dizionari immaginativi di generazioni diverse tra loro: una narrazione che sottende la necessità di sfuggire alla crisi segnata dalla stagione, oramai tramontata, della condizione postmoderna. Come sostiene Byung-Chul Han, la “narrazione ha la forza del nuovo inizio”, contrapponendo, al processo derealizzante, proprio dell’ordine digitale, l’ordine terreno, planetario, come sostiene il filosofo sudcoreano, “costituito da cose che assumono una forma durevole e creano un ambiente stabile, abitabile”.

È su quest’ultima prospettiva che è nato ed ha, da poco meno ottant’anni, vita il Premio Bugatti-Segantini, una scelta di campo, oggi più che mai, avvertita come punta di diamante di programmi protesi verso il sociale, verso la concreta convivenza dei popoli e delle loro culture. L’incombenza, quindi, come partecipazione, come senso del dovere dell’umanesimo che vibra intenso sotto la nostra quotidianità, perché convinti che l’artista, richiamando quanto scrive Federico Ferrari nella postfazione agli scritti di Proust, è colui che “sa sottrarre il mondo a tutti i processi identificatori”».


Approfondimenti: www.casadelmantegna.it

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