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L' Atene dei Gonzaga

La Cervetta,
Ultimo aggiornamento: 16 luglio 2019


Gerrit Confurius, studioso e giornalista tedesco, ha scritto un libro su Sabbioneta. Roberto Sarzi, insegnante e Presidente del Centro Guide Turistiche, ha procurato un'interessante recensione di H. Kronthaler e ce ne ha fornito la traduzione. Ecco allora questi «appunti su una città del Rinascimento italiano quasi dimenticata» e un breve commento critico sulla nuova pubblicazione.

SABBIONETA OVVERO L'ARRESTO DEL TEMPO
Quasi nessun turista vede nel suo itinerario artistico nell'Italia del Nord la piccola cittadina di Sabbioneta. Molte delle guide turistiche illustrate a colori non la citano affatto o la nominano brevemente con una o due immagini. Mentre grandi città come Mantova o Ferrara attraggono il pubblico degli amanti dell' arte con monumenti di fama mondiale come il Palazzo del Te di Giulio Romano o il Castello Estense, le località poco note della Pianura Padana, lontane dagli attuali centri, non vengono quasi considerate. Eppure oggi è proprio un luogo così poco importante come la piccola Sabbioneta che nel suo insieme ci può dire molto di più sul senso della vita in epoca rinascimentale che non i pochi resti che casualmente si sono conservati in città per il resto moderne. Sabbioneta è posta a circa metà strada tra Mantova e Parma. La si può facilmente abbracciare con lo sguardo perche non si trova direttamente lungo la strada e le sue mura coperte di una fitta vegetazione la nascondono allo sguardo. Solo un cartello segnalatore definisce questo piccolo centro «città d'arte». Presso un locale di ristoro con un grande parcheggio per autocarri voltando a destra, lasciata la strada di grande traffico, si entra nell'abitato attraverso la Porta Imperiale. Appena entrato il visitatore si rende subito conto dell'insolito impianto della città, già a pochi metri dalla porta infatti la strada si interrompe e si deve decidere se girare a destra o a sinistra. Si avverte l'impressione di un labirinto. Un successivo sguardo alla pianta generale della città ce ne darà la conferma. Sabbioneta è una città a forma stellare completamente circondata di mura con ben fortificati bastioni avanzati ai sei angoli. A parte piccole irregolarità, dovute alla particolare conformazione del terreno, questa pianta corrisponde a quella di molti esempi di città fortificate del 16. sec. che si possono ritrovare nei trattati di architettura di Pietro Cattaneo o del Filarete. Nel tracciato delle strade e nella disposizione delle piazze all'interno delle mura della città il progetto si discosta dalla regolarità delle città ideali dei teorici umanisti dell' architettura. Qui l' idea manieristica del labirinto ha soppiantato la precisa articolazione della città fortificata ideale creata secondo il modello dell'architetto romano Vitruvio. E con il simbolo del labirinto siamo giunti alla persona del committente di Sabbioneta, Vespasiano Gonzaga Colonna. LA STORIA DI SABBIONETA Il labirinto compare sempre quale simbolo della dinastia dei Gonzaga che dal 14. sec. dominò sulla città e sul territorio di Mantova. Da un ramo laterale dei signori di Mantova discende il fondatore di Sabbioneta nella sua forma del 16. sec. conservatasi fino a oggi cioè quel duca Vespasiano Gonzaga Colonna sulla cui famiglia e origine ci informa minutamente un libro recentemente pubblicato di Gerrit Confurius con il titolo: «Sabbioneta ovvero la bella arte di fondare città». Ediz. Akzente, Monaco di Baviera¬Vienna, Cari Hanser Veriag 1985. In due ampi capitoli l'autore di questo libro descrive la situazione politica, economica e sociale dell'Italia nel 16. secolo. Sotto la dominazione della Spagna asburgica si formarono molti piccoli ducati sovrani governati da despoti più o meno potenti. Anche Sabbioneta fu un tale staterello ma privo di un vero centro. Sotto Vespasiano Gonzaga¬ Colonna venne demolito un preesistente villaggio e fu costruita una nuova, a quei tempi moderna città rinascimentale. Solo un vecchio castello venne incorporato nel nuovo progetto. «Abbiamo edificato vicino al fiume ove un tempo precipitò Fetonte con fossati e mura un durevole baluardo contro l'ira di Marte».Questa frase del duca Vespasiano riportata da Gerrit Confurius nel suo libro, rivela la consapevolezza e le intenzioni del piccolo principe privo in realtà di potere. Secondo il modello delle grandi città¬stato italiane con la rifondazione di Sabbioneta doveva sorgere uno stato completamente autonomo con propri edifici per l'amministrazione, palazzi, un teatro, chiese e una sinagoga. La costruzione della nuova città durò per quasi quarant' anni ma poi, dopo la morte del suo fondatore, essa ricadde nuovamente nell'oblio e nella sua provinciale irrilevanza grazie alla quale essa ha potuto conservare fino ai nostri giorni il proprio aspetto. Nella sua descrizione della situazione storica dell'Italia in epoca rinascimentale e nella caratterizzazione delle figure dei signori nelle singole città-stato Gerrit Confurius segue molto da vicino le idee espresse da Jacob Burckhardt nella sua grande opera storica «La civiltà del Rinascimento in Italia» apparsa per la prima volta nel 1860. Fascino e avversione morale per gli spietati despoti e le sanguinose lotte per il potere tra singole famiglie sono per noi da allora il marchio di quest'epoca anche se la recente ricerca storiografica ha nuovamente relativizzato alquanto l'immagine atroce del Rinascimento.Più interessante della descrizione del contesto storico e della biografia del duca Vespasiano è la parte del libro che si occupa di Sabbioneta stessa. GLI EDIFICI DI SABBIONETA In questo capitolo, che costituisce la parte principale del libro, il lettore ha sotto gli occhi una guida completa della città in cui tutti gli edifici importanti del luogo sono descritti con precisione. Dopo la spiegazione delle opere militari e del complicato tracciato stradale in cui Confurius stabilisce il principio già descritto di «disorientamento intenzionale» l'autore affronta i singoli edifici e la loro funzione seguendo in questo un po' un libro italiano su Sabbioneta scritto da Paolo Carpeggiani. Il centro comunale della città di Vespasiano era il Palazzo Grande ossia il Palazzo Ducale che dà su Piazza Garibaldi, la piazza principale di Sabbioneta. Questo palazzo cittadino oggi non è più completamente conservato avendo anche perso la maggior parte della sua decorazione interna. Resti dell' originale affrescatura rimandano a motivi mitologici come Diana e Fetonte e curiosità esotiche come per es. la rappresentazione degli elefanti. Considerevolmente meglio conservato è l'arredo del cosiddetto Casino o Palazzo Giardino. Questa costruzione che si trova ai margini dell' impianto cittadino e originariamente era collegato mediante un passaggio al castello oggi scomparso, si distingue per il suo carattere privato. Mentre il Palazzo Ducale era riservato alla rappresentazione pubblica il Casino era invece un «Palazzo privato» che come Palazzo Te ai margini di Mantova serviva agli svaghi personali del principe. Gli affreschi del soffitto della costruzione a due piani che in gran parte vengono attribuiti al pittore di origine cremonese Bernardino Campi, sono ancor oggi quasi tutti visibili e offrono così la possibilità al visitatore di farsi un'idea generale dei temi tipici di una decorazione rinascimentale. Come in Palazzo Ducale ha un particolare risalto l' antica mitologia con le sue varie storie di dei e di eroi. Così troviamo per esempio nella Sala dei Miti una rappresentazione della giovane Aracne che aveva sfidato la dea Atena a una gara nell'arte della tessitura. Quale punizione per la sua audacia di voler superare una dea Aracne fu trasformata infine in un ragno. Questo racconto tratto dalle «Metamorfosi» di Ovidio è completato dalla storia di Dedalo e Icaro, da immagini che narrano le avventure di Enea e da molti altri antichi motivi. È interessante nella decorazione del Casino il fatto che qui vengano ripetuti molti motivi delle raffigurazioni pittoriche di Palazzo Ducale e di Palazzo Te a Mantova. Così per esempio il programma della Sala dei Venti si riferisce evidentemente a un modello mantovano. Tali riferimenti a decorazioni figurative dei Gonzaga sono noti anche nella Residenza di Landshut dove la rappresentazione dei Venti nella Sala delle Stelle dovrebbe riferirsi alla stessa fonte e la stessa Venere nuda su un carro da guerra si trova anche nella Sala di Venere a Landshut così come nel Gabinetto di Venere nel Palazzo Giardino di Sabbioneta. Entrambi gli affreschi della volta hanno in comune un prototipo a Mantova che però oggi è scomparso. Nell'angolo destro del Casino si trova a Sabbioneta la cosiddetta Galleria chiamata anche Corridore Grande. I dipinti manieristici in questo corridoio con effetti di infinito al quale si accede dal piano superiore, sono attribuiti ai due pittori Alessandro e Giovanni Alberti. L 'originaria funzione di questo corridoio era quello di una collezione di antichità, dunque un museo privato per Vespasiano Gonzaga-Colonna simile all' Antiquarium della Residenza di Monaco di Baviera. Il parco che si trova dietro il Palazzo Giardino non è più ben conservato, le piante che un tempo lo adornavano sono scomparse e anche delle tre grotte costruite lungo il muro del giardino si riconoscono solo pochi resti. Una particolarità invece è rappresentata dal Teatro Olimpico che con il Teatro Farnese di Parma e l' Olimpico di Vicenza è l'unico teatro del Rinascimento che si conserva ancor oggi in Italia. Venne edificato negli anni tra il 1588 e il 1590 dal famoso architetto Vincenzo Scamozzi che aveva completato il famoso teatro di Vicenza dopo la morte di Andrea Palladio. All'interno il teatro fa l' effetto, come tutte le costruzioni di Sabbioneta rispetto ad analoghe architetture in altre città italiane, di una riduzione in miniatura. Alle pareti della platea disposta a semicerchio si conservano anche degli affreschi che ricordano nel loro stile le opere di Paolo Veronese prevalentemente attivo a Venezia. Esse rappresentano una architettura illusoria dalla quale sporgono a guardare figure a grandezza naturale. Le gallerie di legno degli spettatori sono coronate da dodici statue raffiguranti le diverse divinità dell'Olimpo. Degli altri edifici di Sabbioneta sono degne di nota ancora due chiese. La Chiesa dell' Incoronata che si trova immediatamente dietro il Palazzo Ducale fu la chiesa di corte di Vespasiano Gonzaga Colonna. Si tratta di una costruzione a pianta centrale la cui cupola è decorata con architetture illusionistiche che in realtà sono da assegnare allo stile barocco. All'ambizioso duca venne eretto in questa chiesa dopo la sua morte un monumento sepolcrale nel quale venne posta una statua in bronzo di lui stesso. La seconda grande chiesa di Sabbioneta si trova su uno dei due lati di piazza Garibaldi. Anche la Chiesa dell' Assunta fu dedicata a Maria e venne chiamata talvolta anche Santa Maria Maggiore.

di HELMUT KRONTHALER



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