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Nuovo itinerario museale

La Cervetta,
Ultimo aggiornamento: 20 agosto 2017


Il 29 giugno è stato aperto un nuovo percorso all' interno di Palazzo ducale: si chiama «la strada dei giardini» e si snoda all'interno della reggia gonzaghesca. Fabrizio De Vincenzi, Presidente dell' Associazione Guide Turistiche, illustra in questa nota le caratteristiche di questo nuovo itinerario turistico.

Il 29 giugno, nel tardo pomeriggio, ci siamo ritrovati tutti in piazza Sordello. Si è alzata una grata nella Domus Magna di Palazzo Ducale e ci siamo avventurati in un viaggio insolito e inedito nel mistero delle strutture ducali gonzaghesche. Siamo scomparsi fra giardini e cortili della reggia mantovana, normalmente non visibili, e che rappresentano dunque, in questa originale proposta della soprintendenza per i beni artistici e storici di Mantova, Cremona e Brescia, un percorso nuovo, parallelo a quello tradizionale. I primi tre giorni (29/30 giugno, 1 luglio) l' itinerario dei giardini della corte gonzaghesca è stato allietato da composizioni floreali che sono state allestite negli ambienti chiusi che si incontrano all' interno del percorso. Questo aspetto dell' iniziativa è stato curato dall' Associazione Fioristi Mantovani mentre l' operazione, nel suo complesso, è stata eseguita dall' Ente Provinciale per il Turismo , dall ' Amministrazione Provinciale, dal Comune e dall 'Unione Commercio e Turismo. La promozione dell' iniziativa dal depliant illustrativo ai manifesti, ha visto lo sforzo particolare dello staff dell' E.P.T. . Iniziamo dunque l' avventura incamminandoci per la strada dei giardinà i che inizia, nella penombra, dell' androne della Domus Magna che comunica con il Cortile delle otto facce. Questo ambiente, detto anche cortile degli Orsi, fu realizzato fra il 1580 ed il 1581 da Bernardino Facciotto; le pareti del piano terra, a intonaco bugnato, racchiudono uno spazio che, in origine, si pregiava di una fontana ornata di rocce. Dal cortile si accede ad una scala elicoidale di rara suggestione pittorica che ci porta alla Galleria dei Fauni, ricca di una decorazione ad affresco della seconda metà del XVI secolo con ninfe e fauni figurati come cariatidi. La galleria si raccorda col Giardino Pensile, chiuso su tre lati da un porticato a colonne di ordine toscanico binate e sul quarto del Salone dei Fiumi. L 'opera, progettata ed iniziata nel 1579 da Pompeo Pedemonte, fu ultimata nel 1580 da Bernardino Brugnoli e Giovan Angelo Bertazzolo. Questo giardino, sopraelevato di 12 metri rispetto a Piazza Sordello, presenta su lato sud un chiosco settecentesco con una volta traforata di gusto bibienesco. Questo ambiente di ristoro, del 1772/1773, denominato Caffeaoz nei documenti, è a pianta ottagonale con un basamento di marmi pregiati a tarsie geometriche. Si attraversa il giardino e si visita il Salone dei Fiumi, costruito nel 1575 e decorato a pergolato da Giorgio Anselmi duecento anni più tardi. Da questa stanza, già refettorio di corte al tempo del duca Guglielmo, riattraversando i luoghi già visitati, ci si porta al maestoso Giardino d'Onore, un tempo allietato da quattro platani di grandi dimensioni. Ed eccoci nell' adiacente Appartamento Nuovo di Isabella d' Este, da lei fatto allestire fra il 1519 ed i11523. La sala del Leonbruno, con i suoi paesaggi e le scene di caccia, lo Studiolo dallo straordinario soffitto di legno intagliato e dorato, la deliziosa grotta ci accolgono per indicarci poi, attraverso un piccolo corridoio, il classico giardino segreto di Isabella, prezioso spazio scandito da colonne ioniche. Ed infine, attraverso il Giardino d'Onore ed il cortile di S. Barbara, si arriva al Prato della Cavallerizza, detto anche della Mostra, perchè pare che si mettessero in esposizione i migliori cavalli delle scuderie gonzaghesche. Il cortile è l' alta testimonianza dell' ingegno di Giulio Romano che lo iniziò e di Giovan Battista Bertani che lo completò nei suoi tre lati più sontuosi. Nei momenti più felici della corte Gonzaga vi si tenevano fantasiose rappresentazioni, tornei equestri prestigiosi, nobili parate, nella luce soffusa dei grandi velari che venivano stesi sul grande cortile da un capo all'altro. Solo nel 700 il luogo fu adibito a maneggio. Ma il nostro viaggio sta per terminare. E non ci potrebbe essere finale migliore dell' affascinante Giardino del Padiglione, ideato nel 1603 da fra Zenobio Bocchi e ricostruito nel 1981, a cura dell'architetto Roberto Soggia che è anche l' ideatore dell' itinerario dei giardini ed il coordinatore dei lavori di allestimento e di ripristino. L 'ultimo spazio percorso, conosciuto anche come Giardino dei Semplici, ci induce a sostare un attimo in più per cogliere il respiro di atmosfere passate, che sembra celarsi fra piante e cespugli. I mantovani ed i turisti in arrivo avranno dunque una prestigiosa possibilità in più: la strada intima dei giardini e dei cortili, delle stanze più nascoste e lontane. Il percorso ha dei cartelli che lo facilitano attraverso indicazioni pratiche e storico-artistiche. Inoltre il visitatore può avvalersi di un foglio pieghevole ricco di notizie e immagini, per potersi addentrare negli angoli più segreti e sentire da vicino il pulsare antico dei palazzi ducali.

di FABRIZIO DE VINCENZI



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