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Maxi progetto per mantovani e turisti

La Cervetta,
Ultimo aggiornamento: 23 gennaio 2018


Un grande ed ambizioso progetto sullo sfondo del lago di Mezzo: obiettivo, potenziare e valorizzare l'area di Sparafucile, le vicine sponde del lago e la viabilità d'accesso alla città. Promotori: Comune, Amministrazione Provinciale ed Ept. Destinazione: turistica e giovanile in genere (anche per i mantovani). La nota è di Mauro Redolfini.

Quante volte abbiamo sentito parole entusiastiche da parte del visitatore, dell'amico o del turista che arrivato a Mantova rilevava subito la potenzialità paesaggistica del fiume Mincio rimanendo spesso stupito dal particolare rapporto ambientale tra l' intera città e le aree naturali che la circondano. Come spesso avviene per le cose che si hanno a portata di mano, così avviene che, per alcuni mantovani, è ormai diventata una consuetudine la fioritura del «Fior di Loto» sul lago Superiore o lo svolazzare di folaghe nell' oasi di ripopolamento del lago di Mezzo; ma sicuramente va ben al di là di questi esempi l' influenza culturale, economica e sociale esercitata dagli specchi d' acqua che circondano la città. Le grandi opere pubbliche realizzate (sistemazione idraulica) e le più recenti norme legislative (Parco del Mincio, Piano Regolatore, legge Galasso), hanno contribuito ad una precisa definizione delle aree, della loro sistemazione e soprattutto della loro funzione. Il recupero di aree verdi periferiche e la salvaguardia della natura sono oggi problemi emergenti nell' ambito della programmazione e del riordino urbanistico e ambientale di una moderna città. Ancora più importanti diventano queste considerazioni se si tiene conto delle caratteristiche fisiche e geografiche di una città come Mantova che da sempre ha trovato nel fiume un limite naturale insormontabile per uno sviluppo urbanistico consentendole una particolare difesa militare un tempo ed una salvaguardia del centro storico e monumentale oggi. Nel settembre del 1984 viene varata ufficialmente la legge Regionale di istituzione del «Parco del Mincio», traguardo importante raggiunto dopo anni di impegno da parte delle Amministrazioni locali, degli ecologisti e di quanti avevano a cuore la tutela e la salvaguardia delle zone umide, dei boschi e delle campagne che fanno corona al corso del fiume Mincio dal Garda fino al Po. Ma la istituzione del Parco, di per sé, come atto formale, non può essere considerata come unica e sufficiente medicina per la cura dei tanti problemi di questa grande area. Successivi e decisivi passi vanno compiuti nella direzione di un effettivo recupero delle aree e di una loro diversa fruizione da parte dei cittadini; modificando la mentalità e talvolta il modo di vivere il proprio tempo libero, cause che hanno portato ad una presenza su queste aree dei soli cacciatori o pescatori provenienti anche dalle vicine province di Parma, Modena e Reggio. Si tratta quindi di approfondire il concetto di recupero delle rive del lago che consenta, tra l' altro, la prosecuzione ed il completamento di quel discorso iniziato con la ristrutturazione dell' Ostello di Sparafucile e la sua trasformazione da struttura storica e monumentale ad una di carattere turistico e sociale prima, da una struttura di servizio per il turista, ad un luogo di incontro e di distensione per i mantovani poi. Perchè citare questo esempio del lago di mezzo e non altri, pure significativi ed interessanti? La risposta è abbastanza semplice. La volontà degli Enti Mantovani (Comuni, E.P.T. , Amministrazione Provinciale) ha recentemente riesaminato un vecchio progetto: la sistemazione di quella sponda del lago di Mezzo che inizia dal «Vasarone» a Cittadella ed arriva nei pressi dell' Ostello (per i mantovani il «Bus dal Gat»). Il progetto, la cui proposta progettuale di studio è stata effettuata dall' Università di Architettura di Padova, si articola fondamentalmente sulla soluzione di tre ordini di problemi: l) sul piano ambientale, la definizione di un rapporto fra l' area ed il «Parco del Mincio» con interventi di tutela naturalistica e di ripristino (zone di riserva); 2) sul piano paesistico, la ridefinizione del rapporto città-acqua con interventi sulla qualità degli spazi e del verde pubblico, la valorizzazione di visuali e di aspetti caratteristici (zona a parco attrezzato); 3) sul piano delle infrastrutture e dei servizi: la definizione e localizzazione delle attrezzature ricettive turistiche, di quelle sportive, ricreative e dello spettacolo. Lo studio quindi, attraverso una attenta analisi degli spazi, sia dal punto di vista ambientale che storico-architettonico, vuole individuare una serie di interventi che dal livello di inquadramento territoriale e urbanistico, arrivino ad un' ottimizzazione delle destinazioni d' uso delle risorse, per concludersi con la definizione di elementi progettuali particolareggiati sia sotto il profilo ambientale che architettonico. Il progetto, in particolare, dovrebbe prevedere: l) la sistemazione delle zone umide ed il ripristino della vegetazione riparia del lago; 2) il ripristino di fasce verdi di protezione naturalistica; 3) la realizzazione del parco attrezzato; 4) l'ampliamento e sistemazione delle attrezzature turistiche, ricettive e culturali; 5) la realizzazione di attrezzature sportive (tennis, piscina, tiro con L' arco, percorsi ginnici, campi sportivi liberi, centro nautico, equitazione); 6) la realizzazione di attrezzature per il gioco e la ricreazione (campi gioco per bambini, giochi bocce, attrezzature per la sosta e il pic-nic, per la balneazione, per la pesca sportiva); 7) il riordino del sistema viabile: (percorsi pedonali, piste ciclabili, zone sosta). Perchè questa idea, perchè riproporre anche se in termini diversi una proposta che già anni fa si era dovuta accantonare? A questa domanda l'On. Gianni Usvardi, Sindaco di Mantova, ha risposto affermando che la città guarda con sempre maggior interesse ai propri laghi ed alle aree naturali periferiche, anche in funzione di un loro utilizzo in termini non solo urbanistici ma anche sociali, turistici e del tempo libero, senza avere peraltro la pretesa di porre questa iniziativa come unica soluzione di altri problemi quali ad esempio quello annoso degli insediamenti spontanei sulla sponda del lago Superiore o quello dell' isolamento del più popoloso quartiere della città, e cioè Lunetta. L 'idea viene oggi rivalutata a seguito di nuove e più pressanti esigenze della collettività in merito ai servizi di carattere ricreativo e culturale ed a seguito di diverse considerazioni che tendono ad allargare il concetto di servizio per il turista ed il cittadino, trasformando quello che era un progetto di ampliamento e ammodernamento di un'area limitata, ad un progetto complessivo di notevoli dimensioni, incastrato perfettamente con le infrastrutture esistenti e con quelle in progetto, secondo una moderna concezione di programmazione. A questo proposito vale la pena di ricordare che è stato recentemente approvato e finanziato un progetto relativo alla realizzazione di una pista ciclabile che prevede, tra l'altro, l' attraversamento del lago in bicicletta su un percorso affiancato al ponte di San Giorgio.

di MAURO REDOLFINI



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