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Etruschi, tutto quello che volevate sapere

La Cervetta,
Ultimo aggiornamento: 20 agosto 2017


Direttore del museo archeologico di Pietole, appassionato ed entusiasta operatore archeologico mantovano, Guadalberto Storti presenta in questa pagine le novità 1985, mantovane e non, della vicenda etrusca cui l'anno prossimo verrà dedicato.

La parola «Etruschi» evoca sempre l' idea del «mistero». Questo accadeva già anticamente quando lo storico greco Dionisio d' Alicarnasso era in polemica con Erodoto sull'origine degli Etruschi. «Ai tempi del (re dei Lidi) Atys, figlio di Manes sulla Lidia si abbattè una tremenda carestia....; e siccome al male non si poteva opporre rimedio, il re, divisi i Lidi in due gruppi, fece decidere dal sorteggio quale dovesse restare e quale avrebbe abbandonato la patria; a capo di quelli destinati all' esilio avrebbe posto il figlio Tirreno. Questi ultimi, radunatisi a Smirne e costruita una flotta su cui caricarono tutti i loro oggetti di valore, partirono alla ricerca di un altro paese da abitare; dopo aver vagato attraverso molti popoli giunti fra gli Umbri vi fondarono quella città che ancora oggi abitano. Cambiarono il nome di Lidi con quello del Principe che li aveva guidati, e si dissero Tirreni». (Erodoto, Le Storie, I, 94) La maggior parte degli storici di quel tempo riteneva più accettabile la provenienza orientale, mentre Dionisio d' Alicarnasso era convinto che si trattasse di un Popolo «autoctono», cioè formatosi sul posto. Probabilmente essi si erano evoluti in seguito ai frequenti contatti commerciali con altre popolazioni che avevano raggiunto un notevole grado di civiltà. «Credo che i Tirreni non fossero neppure dei coloni Lidi; infatti non parlano la loro lingua, nè hanno serbato qualche altro segno dell' antica patria... Perciò mi sembra sia più vicino alla verità chi sostiene che questo popolo non è venuto di fuori, ma è indigeno... può darsi che dai Greci siano stati chiamati Tirreni o perchè abitavano in torri, o dal nome di un capo. Però il nome che essi stessi si danno è Rasenna, dal nome di un loro condottiero». (Dionisio di Alicarnasso, Antichità Romane. 1-30) Dionisio era certo ben informato perchè effettivamente le iscrizioni ci confermano il nome di Rasna o Rasenna. La grande popolarità degli Etruschi è andata allargandosi soprattutto a causa delle sempre crescenti e spesso sensazionali scoperte archeologiche di questi ultimi tempi (ricordiamo quella della ormai famosa tomba dei CUTU ritrovata a Perugia nel dicembre 1983). Ormai note sono le attività svedesi presso San Giovenale e ad Acquarossa ove lo stimato e compianto Re Gustavo VI Adolfo di Svezia da esperto Archeologo, anche se dilettante, ha portato un notevole contributo culturale ed economico; gli scavi americani a Poggio Civitate presso Murlo, in provincia di Siena e moltissimi altri scavi condotti un po' ovunque nel Centro dell'Italia. La stampa, la televisione e l'Editoria sembrano in gara al fine di «offrire» quanto di più possibile sull'argomento. I dati forniti sugli scavi e le scoperte di questi ultimi anni hanno raggiunto livelli mai toccati da altri argomenti archeologici. Il 1985 è stato dichiarato «Anno internazionale degli etruschi» e non a caso sarà un anno lunghissimo che durerà. . . . ben tre anni (infatti le mostre e le manifestaizoni dureranno fino al 1987). Anche il Consiglio d'Europa ha dato la sua adesione alle iniziative con un cospicuo contributo. Il 15 ottobre u.s., a Parigi si è discusso del programma denominato appunto "Buongiorno Etruschi". In Italia si sono costituiti alcuni comitati per le celebrazioni, il più importante con sede a Roma. Per il 1985 è stato anche fissato il II Congresso Internazionale Etrusco. L' interesse particolare sarà dovuto, oltre al gran numero di specialisti e di autorità mondiali che vi prenderanno parte alla vastità e serietà degli argomenti presi in esame, certo anche alla sorprendente distanza di tempo che lo separa dal primo, che fu nel 1928: ben 57 anni, un salto più che generazionale. Anche la Lombardia, in seguito al ritrovamento avvenuto qualche anno fa presso San Biagio, in comune di Bagnolo San Vito, in località «Forcello» farà parte dei festeggiamenti ed il Comitato preposto avrà sede a Mantova. L 'insediamento del Forcello restituendo cospicue quantità di ceramiche etrusco-padane e attiche ha portato ad una nuova collocazione del materiale ritrovato anticamente ed erroneamente interpretato . Numerosi sono gli insediamenti identificati ultimamente nel mantovano: Castellazzo della Garolda, Collefiorito presso Rivalta, Corte Romane e Streggia in Comune di Virgilio, Bozzolo, Viadana e Ostiglia e soprattutto Mantova città. Qui appunto, in seguito a numerosi lavori, sono ritornati alla luce manufatti ceramici e iscrizioni oltre che ceramica «attica» di importazione. La Regione Toscana per il prossimo anno ha previsto, più o meno contemporaneamente, ben otto Mostre: La civiltà degli etruschi, che si terrà a Firenze; Il mito degli Etruschi, sempre a Firenze; I Santuari, ad Arezzo; L' Accademia etrusca, a Cortona; I romani in Etruria, a Grosseto e a Orbetello; Miniere siderurgiche e scambi, a Piombino; I palazzi, a Siena; L 'artigianato artistico, a Volterra. L'Umbria presenterà due Mostre: Perugia arcaica, a Perugia; Il nuovo sistema museale, ad Orvieto. Numerose altre manifestazioni sono previste a cura delle Regioni della Campania, Lazio, Emilia Romagna e come anticipato, «Dulcis in fundo» a Milano, a Mantova e a Pietole di Virgilio. Queste tre mostre che ci riguardano da vicino si terranno da settembre a dicembre 1985, più precisamente: a Milano presso il Museo Civico Archeologico dall ' ottobre al dicembre '85 «Gli etruschi a Milano e i milanesi in Etruria' , . Gli oggetti provenienti dagli eccezionali corredi funebri, circa 5000 pezzi, raccolti ricevuti in «quote parte» e donati dalla Fondazione Lerici a testimonianza della serietà e dell'amore che nutre questa rispetto al nostro patrimonio archeologico. Saranno inoltre evidenziati i dati di scavo e le esperienze maturate dall' Università Statale di Milano che ha collaborato sotto la sapiente direzione della dottoressa Maria Bonghi Jovino, con la Soprintendenza per l'Etruria Meridionale, agli scavi dell'abitato di Tarquinia nella località «Piano di Civita» e presso l' «Ara della Regina». A Mantova - presso il Palazzo Ducale da settembre a Dicembre '85 si terrà la Mostra: «Gli etruschi a nord del Po». Questa esposizione ha come obiettivo finale quello di valorizzare le differenti fasi e le modalità della presenza etrusca a nord del Po e oltre ai reperti ritrovati recentemente nel mantovano offrirà in visione altri magnifici oggetti scoperti a nord del Po, dal Piemonte al Veneto. Contemporaneamente a Pietole di Virgilio Presso il Museo Archeologico è prevista una Mostra a carattere essenzialmente didattico, in relazione con la Mostra di Mantova. Essa prevede due Sezioni, una legata alle tecniche di scavo e la seconda alla storia della scoperta dell' insediamento del Forcello . A Milano e a Mantova inoltre si terrà un convegno che durerà 4 giornate (presumibilmente tra il 1 e il 10 ottobre 1985) «La Lombardia e gli etruschi, ricerche, scavi, programma», fra i principali temi figurano : - Gli aspetti dell' Etruria tirrenica, con particolare riguardo alle necropoli di Caere e alla città di Tarquinia. - I rapporti tra gli etruschi e le popolazioni a nord del Po. - I problemi della presenza etrusca nella provincia di Mantova. Il quarto giorno sarà dedicato alle visite guidate delle tre mostre.

di GUALBERTO STORTI



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