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Il Futuro del Te

La Cervetta,
Ultimo aggiornamento: 27 marzo 2017


Palazzo Te sta diventando una tra le maggiori istituzioni culturali della città. Sull'attività svolta e su quella in cantiere, ecco una nota di Diva Bedogni.

Da «Palazzo dei lucidi inganni» il Te si sta trasformando in una sorta di «Palazzo delle concrete proposte». Sta cioè sempre più assumendo la fisionomia di un centro culturale polivalente di dimensioni internazionali. Negli ultimi due anni, ad un calo dell' attività espositiva (dovuto soprattutto, alle ristrutturazioni in atto), ha fatto riscontro un potenziamento delle strutture permanenti, che ha avuto nella collocazione della raccolta egizia di Giuseppe Acerbi negli ambienti soprastanti l' appartamento di Isabella Boschetti, il suo momento più significativo. L 'apertura della splendida mostra dedicata al disegno mantovano del '900, negli ambienti che ospiteranno in un futuro ormai prossimo la galleria d' Arte Moderna, ha alimentato nuove curiosità circa l'assetto definitivo del Palazzo e, come sempre accade, sono emerse alcune critiche al progetto generale. Ciò che più preoccupa è l' eterogeneità delle sezioni museali e delle attività culturali ospitate a Palazzo Te: la collezione egizia, quella «gonzaghesca» (di monete, conii, stampe, pesi e misure); la galleria d' Arte Moderna, nonché quelle attività teatrali, musicali e cinematografiche previste dal piano di utilizzo. Innanzitutto va detto che i materiali delle collezioni permanenti costituivano il corpo di quel Museo Civico che, ospitato presso l' Accademia Virgiliana, venne smantellato nel 1914 e ricoverato presso Palazzo Ducale per ragioni di sicurezza. È dunque encomiabile il fatto che, nel programmare un intervento di recupero di Palazzo Te cosi ampio e articolato, si sia tenuto conto della destinazione di certi ambienti a funzioni espositive, anche in un' ottica di ricostituzione del Museo Civico Mantovano. Il recupero del Palazzo e la sua utilizzazione razionale vanno ad accrescere 1 'importanza delle collezioni in esso contenute che, a loro volta, aumentano il credito dell' Istituzione. I primi frutti cominciano a vedersi. A Settembre sono stati ufficialmente presentati i «Quaderni di Palazzo Te», una rivista d'arte di grande contenuto e di squisita veste editoriale, destinata a divenire l' autorevole voce di un' altra notevolissima iniziativa che avrà sede nello stesso Palazzo: il Centro Studi «Giulio Romano». Si tratta di un' istituzione di respiro internazionale che raccoglierà e promuoverà studi su Giulio Romano, in particolare, e, in generale, sul Manierismo e che, soprattutto, elaborerà, per gli anni a venire, il progetto di una grande mostra delle opere di Giulio. Questo fervore d 'iniziative ha convogliato verso la villa gonzaghesca sia i contributi statali - col recupero della sala d' «Amore e Psiche» curato dall' Istituto Nazionale di Restauro ¬che quelli privati - la CARIPLO si è assunta l' onere del restauro della loggia di David e della facciata che dà sul cortile dell'esedra: insomma, si sta creando un clima di grande interesse intorno a Mantova e a questo nuovo punto di riferimento culturale che è Palazzo Te. Chi scrive, come si sarà capito, non condivide le critiche mosse all'impostazione generale del Te, anzi, vede in questo tipo di utilizzo l' unica via per salvare dalla morte i monumenti di maggiore interesse. Tuttavia, alcune perplessità non possono non sorgere. Recentemente il Presidente dell' E.P.T. , in un editoriale, stigmatizzava i disservizi di Palazzo Ducale contrapponendoli al buon funzionamento di Palazzo Te. Attenzione, però: la gestione di tutte queste iniziative richiede l' acquisizione di nuovo personale (di cui non è prevista l'assunzione) se non si vuole che questi progetti ambiziosi vengano vanificati. Inoltre, cifre alla mano, all' impegno culturale ha fatto seguito un incremento del turismo d' elite tutt' altro che trascurabile. Non solo non si deve perdere quest'occasione, ma non si deve neppure, per deficienze organizzative, non prendere atto di un elemento che è divenuto importante almeno quanto una delle collezioni presenti al Te: il flusso turistico, con tutti gli addentellati , che ne conseguono (servizi, adeguata organizzazione, orari, ecc..); nè si può fare continuamente ricorso all' abnegazione o allo spirito di sacrificio dei funzionari e dei custodi del Palazzo. Auguriamoci dunque che la burocrazia non soffochi la nascita di un sogno .

di DIVA BEDOGNI



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