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L' Isolamento Continua ma Qualcosa si Muove

La Cervetta,
Ultimo aggiornamento: 29 marzo 2020


Se non ci fosse I' Autobrennero Mantova sarebbe esclusa da qualsiasi collegamento di una certa importanza e le sue prospettive turistiche risulterebbero fortemente compromesse. Ma, se si toglie questa arteria, in fatto di strade e di ferrovie siamo piuttosto malmessi. Giovanni Telò, giornalista, ha voluto vedere come stanno le cose nel settore.

Ci sono delle novità. «Maria Teresa d' Austria aveva intuito che il nostro territorio rappresentava la "porta aperta" sulla rimanente zona della Padania e del Veneto». Sono parole del presidente dell ' Amministrazione provinciale, Maurizio Lotti. Aggiunge: «A due secoli di distanza il Mantovano vive ancora in questo contesto: è un'area di periferia e contemporaneamente un'area centrale». L 'imperatrice asburgica - che inventò (affermazione senza retorica) lo Stato che funziona - lo aveva capito. Idee altrettanto chiare sembrano non averle coloro che ci governano a livello centrale e regionale. Mantova è la «porta aperta» su tutta la pianura padana, ma vive in uno splendido isolamento . Le comunicazioni stradali (eccezion fatta per l'autostrada del Brennero) e ferroviarie sono ancora ferme ad anni lontani: il territorio provinciale è suddiviso in tre compartimenti dell' ANAS e in altrettanti delle Ferrovie dello Stato. Per andare a Milano in treno (149 chilometri) ci si impiega, con convogli da Far West, due ore e mezza; un turista milanese che vuole recarsi in visita nella nostra città deve partire alle 6 e mezza del mattino dalla stazione Centrale. Un altro che lascia il lago di Garda con la propria vettura e infila la «Goitese» deve improvvisarsi pilota di formula uno, in gara con autotreni carichi di tondino che sfrecciano a velocità elevate su una strada stretta e pericolosa. C'è parecchia carne al fuoco sui collegamenti futuri che riguardano Mantova. Prendiamoli in esame uno per uno, analizzando le possibili soluzioni concrete. Dopo un 'infinità di studi, è stato varato il «primo programma regionale di interventi nel settore della viabilità» che reca la data del 25 maggio 1982 e che interesserà il periodo fino al 1990. «Le scelte prioritarie decise per il Mantovano - dice il capo Ufficio studi e programmazione della Provincia, Alfredo Gallerani - si riferiscono alla tangenziale ovest della città, all'ampliamento della "Padana Inferiore" fino a Castellucchio, al potenziamento della strada statale Desenzano-Castiglione delle Stiviere e alla sistemazione della Mantova¬Brescia. «La compromissione del territorio nei comuni di Curtatone e Virgilio - sostiene - ha reso difficile il tracciato originario dalla tangenziale ovest. Sono perciò rispuntate delle "convenienze" sul percorso a sud: bisognerà stabilire, mediante uno studio, il rapporto costi-benefici di questo investimento». Gli interventi per migliorare la viabilità si fermeranno qui. Non è previsto il risanamento della statale n. 12 dell' Abetone e del Brennero nel tratto che separa Ostiglia da Poggio Rusco, e nemmeno il completamento dell 'asse ovest-est (Suzzara-Quistello¬Bondeno) che, secondo l' Amministrazione provinciale, sono di fondamentale importanza. Ci si domanda inoltre che senso ha potenziare la Desenzano-Castiglione, recentemente riammodernata, quando converrebbe sistemare adeguatamente i collegamenti Mantova-lago di Garda, di fondamentale rilevanza turistica, puntando su un 'arteria diretta fra la nostra città e Peschiera. A tale scopo basterebbe ristrutturare le strade già esistenti: la provinciale che da Goito passa attraverso Volta Mantovana e Ponti sul Mincio, oppure la statale n. 249 che si stacca a Roverbella dalla «Cisa». Analizzando i mancati interventi riemerge una vecchia storia: la Regione Lombardia, appoggiandosi solo alI' ANAS di Milano, non considera adeguatamente le necessità della periferia mantovana, le cui strade, amministrate dai compartimenti ANAS di Bologna e di Venezia, sono invece di vitale importanza per le province vicine. Passiamo alle ferrovie. Gli stanziamenti del piano poliennale delle F .S. sono passati da 12 mila miliardi e mezzo di lire a 18 mila miliardi e mezzo: è l'investimento statale più cospicuo dopo quello del piano energetico nazionale. Due sono i progetti che investono direttamente Mantova: la «medio padana» (T orino-Alessandria- Pavia ¬Codogno-Cremona-Mantova¬Monselice- Venezia) e il collegamento Brennero- Tirreno detto «Pontremolese» (Verona-Mantova¬Suzzara - Parma - F ornovo- Pontremoli ¬La Spezia-Livorno). Si tratta di assi alternativi alle attuali congestionate direttrici di traffico (la Torino-Milano- Venezia e la Firenze¬Bologna). Ma quali possibilità ci sono per il rafforzamento di queste linee che esistono già? Bisogna innanzitutto dire che verrà elettrificato il tratto Cremona¬Mantova, anche se non porterà dei particolari vantaggi poichè non è previsto il raddoppio dei binari . «Manca un disegno strategico complessivo per entrambi i progetti che non è stato ancora acquisito nè dalle Ferrovie dello Stato nè dal ministero dei Trasporti - afferma Lotti -. La "Pontremolese" è il raccordo più naturale, più rapido e meno costoso fra nord e sud rispetto al traforo dello Spluga che vedrebbe ancora una volta intasata l'area milanese. Il "tunnel" comporterebbe poi il quadruplicamento della Milano¬Bologna, ma la Regione Emilia¬Romagna ha già fatto sapere che non vuole che lo scalo bolognese venga sovraccaricato dal movimento delle merci». Se per la «medio padana» le prospettive si possono giudicare ottimistiche, per la «Pontremolese» la partita rimane ancora tutta da giocare. I milanesi e gran parte dei lombardi «spingono» per lo Spluga, il governo bavarese ha manifestato interesse per il nuovo traforo, la Provincia autonoma di Bolzano teme che un incremento del traffico possa causare dei danni al turismo . È arrivato il momento in cui si decidono le sorti di Mantova sul piano delle comunicazioni. Campanilismi a parte, la posizione geografica della nostra provincia va valorizzata anche in funzione del completamento dell 'idrovia Fissero¬Tartaro-Canalbianco-mare Adriatico . «Un sistema integrato di autostrade¬canali navigabili e ferrovie creerebbe mille nupvi posti di lavoro», spiega Silvano Maffezzoni, della segreteria provinciale CISL. Su questi problemi c'è ormai un 'identità di vedute da parte di tutte le forze sociali e politiche mantovane. E le istituzioni sono passate da una fase rivendicativa a una propositiva, progetti alla mano. Se i vari programmi dovessero andare in porto, si avrebbero degli innegabili benefici anche sotto il profilo turistico: collegamenti più rapidi, maggiori spostamenti di persone.

GIOVANNI TELÒ



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