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Mantova, Ambiente e natura

Ambiente e natura
Ultimo aggiornamento: 24 agosto 2019



DAL GARDA AL PO ATTRAVERSO IL PARCO DEL MINCIO


Il percorso del fiume Mincio, emissario del Lago di Garda, è un comprensorio di grande interesse naturalistico, storico, devozionale e culturale, protetto dal 1984 tramite l’istituzione del Parco del Mincio. Il territorio del parco, che si estende dal Lago di Garda fino al fiume Po, attraversa i morbidi rilievi dei colli morenici mantovani, caratterizzati da numerosi borghi fortificati, e l’area pianeggiante parzialmente coltivata e con tratti paludosi prossima alla città di Mantova, fino a terminare nel grande fiume. Sin dall’antichità si è creato un forte legame tra Mantova e il Mincio. Intorno alla città, il fiume si allarga e si distende in tre laghi: Superiore, di Mezzo e Inferiore. La sistemazione idraulica risale al 1190 ad opera di Alberto Pitentino che ha sottratto intere aree alle paludi.


Le Riserve Naturali e i Centri Parco
Il Mincio, nel suo dolce scorrere verso il Po, dà vita, fra le località di Rivalta, Grazie di Curtatone e Mantova, alla Riserva Naturale Valli del Mincio, dove il fiume si impaluda creando una delle principali zone umide dell’Italia settentrionale cosparsa da un’ampia distesa di canne, carici e, nel periodo estivo, di fiori di loto. L’area fa parte del progetto EDEN 2009. Sulla sponda destra del lago Inferiore ha inizio la Riserva Naturale della Vallazza. Si tratta di un vasto complesso di zone umide di grande pregio naturalistico in quanto testimonia, in stadi differenziati, la spontanea evoluzione delle anse fluviali. Questi paesaggi, d’incantevole bellezza, sono un labirinto di canali e piccoli specchi d’acqua dove affiorano ninfee, nannuferi, ibischi di palude e castagne d’acqua. Accanto alla sorprendente vegetazione, ricca è la presenza della fauna tipica della palude: aironi, folaghe, garzette, cannaiole, sgarze ciuffetto, nibbi, germani reali, cigni e molte altre specie rare. A pochi chilometri dalla città si trova la Riserva Statale Bosco Fontana, ciò che resta delle antiche foreste che alcuni millenni fa ricoprivano la Pianura Padana. Al centro del bosco, che propone un’eccezionale varietà di piante, sorge un’elegante palazzina di fine Cinquecento, fatta erigere da Vincenzo I Gonzaga, quando la foresta era una riserva di caccia della famiglia. Nel Comune di Goito, il Centro Parco Bertone, centro visita del Parco del Mincio, con i suoi suggestivi scorci e il minuscolo lago, crea l’atmosfera giusta per una piacevole passeggiata nel verde. Si tratta di un parco giardino in cui ammirare alberi esotici ed autoctoni, alcuni dei quali raggiungono 150 anni di età. Dal 1994 è un centro per la reintroduzione della cicogna bianca. Nel cuore delle Valli del Mincio si trova il Centro Parco di Rivalta, dove è possibile visitare il Museo Etnografico dei Mestieri del Fiume. Il museo documenta l’interdipendenza e l’equilibrio tra la vita dell’uomo e della palude e conserva le testimonianze dei mestieri della valle.


IN BICICLETTA


Mantova offre una rete di percorsi ciclabili all’interno della città, tramite i quali è possibile raggiungere velocemente i diversi poli culturali, e un’altrettanto ricca rete di percorsi cicloturistici, immersi in un ambiente naturalistico d’eccezione. L’anello principale di questi percorsi è la pista ciclopedonale che si snoda attorno alla città costeggiando i tre laghi. Il percorso attraversa il Parco Periurbano fino a raggiungere, sulla riva sinistra del lago Superiore, i giardini di Belfiore e, sulla riva destra, Cittadella, dove si trova la cinquecentesca Porta Giulia, progettata da Giulio Romano. Da qui è possibile continuare l’itinerario verso la Rocca di Sparafucile, da cui si gode la vista del suggestivo profilo della città. Sulle rive del lago di Mezzo si trova anche il Parco della Scienza, un percorso attrezzato con dispositivi interattivi per sperimentare giocosamente svariati fenomeni scientifici. Dalla città partono itinerari ciclabili verso le mete turistiche della provincia e del Lago di Garda. La ciclabile Mantova-Grazie lunga circa 7 chilometri, costeggiando il lago Superiore prima e la provinciale poi, porta a Grazie di Curtatone. La ciclabile Mantova-Peschiera, che si snoda per circa 43 km per lo più pianeggianti, permette soste d’interesse culturale quali Bosco della Fontana, Borghetto, Castellaro Lagusello e infine Peschiera, città fortificata sul Lago di Garda. La ciclovia Mantova-Sabbioneta, lunga 47 Km, congiunge le due città dichiarate sito Patrimonio Mondiale dell’Umanità dell’UNESCO. Lungo il tratto si incontrano il ponte di barche di Torre d’Oglio, Commessaggio con il Torrazzo fatto erigere da Vespasiano Gonzaga e infine Sabbioneta, la città ideale.


ANDAR PER ACQUA

Mantova vive fin dalle sue origini uno strettissimo rapporto con l’acqua che ne costituisce il carattere identitario. Nei secoli l’acqua ha rappresentato un mezzo di difesa militare, un elemento vitale per l’economia, la via di scambi e traffici commerciali, ma anche un pericolo per i cittadini a causa delle frequenti inondazioni. Ancora oggi, la città è molto legata ai suoi laghi e ai parchi pubblici che si estendono sulle rive. I laghi offrono un’occasione speciale per conoscere il paesaggio e l’ambiente acquatico attraverso piacevoli escursioni guidate in barca e in motonave: a nord, navigando il lago Superiore, si raggiungono la località di Belfiore e i borghi di Grazie e di Rivalta; a sud, navigando il lago di Mezzo e Inferiore verso il Po, si arriva alla conca di Governolo da dove si possono raggiungere Ferrara e Venezia.


Molte sono le proposte turistiche di escursioni e itinerari con esperte guide ambientali, specie nei pleniluni, offerte dalle diverse compagnie di navigazione. Alcune imbarcazioni permettono di caricare a bordo le biciclette e offrono anche servizi di ristorazione, consentendo agli ospiti di gustare i piatti della tradizione locale in un contesto spettacolare. Assolutamente da non perdere l’escursione sul lago Superiore per ammirare la fioritura, tra luglio e agosto, del fior di loto, pianta importata dall’Oriente dalla naturalista Anna Maria Pellegreffi nel 1921 e divenuta uno dei simboli della città.n quan






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