vai ai contenuti

Provincia di Mantova - Portale sul Turismo a Mantova

Home | Rubriche | Crea il tuo viaggio | Cosa Fare | Vivere Mantova Dimensione Carattere: A | A | A
Home   >   Approfondimenti

Ricerca

Data
Date
Date

Elementi correlati

Rete ciclabili

Itinerario: Corridoio morenico alto da non perdere
Le risorse lungo la ciclovia >>>

Risorsa turistica: Villa Tacoli Arrighi
Fortilizio padronale con mura di cinta a merli guelfi e ... >>>

stemma comune di Monzambano

Città: Monzambano
>>>

Cavriana, Museo archeologico

Itinerario: Percorso UNESCO
Territori attraversati: Mantova, Oglio Po, Alto Mantovano ... >>>

Seguici su ...

Visit Mantova

Comunica con noi


Call center tel. +39 0376 432 432


info@turismo.mantova.it



HTML 4.01 Strict Valido!   CSS Valido!   Logo attestante il superamento, ai sensi della Legge n. 4-2004, della verifica tecnica di accessibilita'.

Castellaro Lagusello nuovo sito UNESCO

APP_Castellaro, materiali scavi
Ultimo aggiornamento: 20 agosto 2019


Castellaro Lagusello e Bande di Cavriana sono state iscritte nella lista dei siti patrimonio dell’Umanità dell’Unesco


Il laghetto di Castellaro, frazione di Monzambano, è forse l’unico dell’intero anfiteatro morenico altomantovano che mantiene praticamente intatto il suo aspetto “preistorico”.
Pur ridottosi nel tempo, il suo aspetto lacustre si mantiene grazie ai continui apporti di alcune risorgive, mentre le rive conservano l’aspetto prevalentemente palustre, quasi analogo a quello esistente nel corso del II millennio a.C.
Sulla sua riva meridionale, poco distanti tra loro sono stati individuati due siti databili alla Media Età del Bronzo.
Nel primo, il “ fondo Tacoli” , gli scavi condotti da A. Piccoli negli anni 1976/1979 (Piccoli A, 1980; Nava M.L. 1980. Fig. 1 a) hanno consentito l’identificazione di un vasto abitato frequentato quasi senza soluzione di continuità dall’inizio della media età del bronzo (XVI sec. a.C.) fino ad un momento evoluto dell’ Età del Bronzo recente ( fine XIII sec. a.C). Lo scavo ha evidenziato la presenza di un modello strutturale di bonifica stratificata particolarmente complesso e consistente in una serie di tavoloni orizzontali disposti in quadrati, tenuti in posto da lunghi pali assottigliati e inseriti in appositi fori praticati in modo tale che il palo scaricasse il peso sostenuto su tutta la superficie delle tavole. In pratica un vero e proprio plinto .
Nel corso degli scavi sono stati evidenziati numerosi indizi sulle attività commerciali e produttive del sito. La presenza della attività metallurgica è testimoniata - oltre che da una notevole quantità di manufatti eterogenei - spilloni, pugnali, ami e fiocine, ecc. - da matrici per fusione e ugelli per mantici, verghe ,“panelle” e numerosi scarti di fonderia in bronzo. Una notevole quantità di vaghi di collana in ambra nordica documenta una importante attività commerciale confermata dalla presenza di altri elementi importati, come le perline di stagno forate, o elementi metallici di norma estranei al contesto culturale locale.
A queste attività potrebbe essere collegata una tavoletta enigmatica, purtroppo assai deteriorata, che comunque consente la individuazione di un segno triangolare campito da punti impressi. Anche il questo caso il segno è ripetuto su due linee parallele incise ed è associato al segno rettangolare formato da 4 punti quadrangolari affiancati presente in molte località non solo norditaliche. Il segno è assai simile a quello di una T.E di Bione (BS) e ad una terza recuperata molto recentemente presso Volta Mantovana e ancora inedita.
A circa un km. Ad est del “fondo Tacoli” esiste un secondo sito, coevo, in loc. “Pezzalunga - Generali” (Piccoli A., 2002). Nel corso di un intervento d’emergenza sono stati condotti tre sondaggi esplorativi che hanno consentito l’individuazione ed i limiti di un vasto insediamento perilacustre. Il carattere dell’indagine non ha consentito l’individuazione di strutture abitative o produttive ma ha comunque consentito il recupero di materiale interessante attribuibile a diversi orizzonti di BM . Tra i materiali raccolti in superficie, figura una tavoletta enigmatica circolare, bifacciale, che presenta, al centro di ambedue le facce, un motivo quadrilobato simile a quello della t.e. di Bor di Pacengo, ma contornato da segni rettangolari campiti da punti; la seconda presenta una larga coppella raggiata con frangia pendente. Quest’ultima venne rinvenuta adiacente ad un pugnale a tre chiodetti, databile ad un orizzonte tardo della Media età del Bronzo.

Prof Adalberto Piccoli
testo adattato



Giudizio
Non è stata raggiunta la quantità minima di voti
Vuoi essere il primo a votare questo approfondimento? Effettua il login oppure registrati per poter esprimere il tuo giudizio. Di la tua!

Ricerca Alloggi

 
 

Multimedia

58a539a84695c2cf038421358df2a95b
Castellaro, nuovo sito Unesco
Entra nella sezione per visualizzare tutte le foto disponibili.
Itinerari
RIS_San Benedetto Po, abbazia polironiana

Ora et Labora
"Montecassino del Nord", "Cluny lombarda": due modi per definire lo ...

Sabbioneta, la città del pensiero

Sabbioneta, gli argini circondariali
opera idraulica iniziata nel XII secolo

DA VEDERE DA GUSTARE

Mantova da Vedere e da Gustare
diverse iniziative per mostrare il proprio meraviglioso patrimonio ...

Crea il tuo viaggio

Image01

Crea il tuo viaggio

Home | Ricerca | Cookie Policy | Contatti | Come Arrivare | Numeri utili | Accessibilità | MANTOVA, ... da amare, da scoprire!