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150° Unità d'Italia

150 anni unità d'Italia
Ultimo aggiornamento: 23 giugno 2017


La provincia di Mantova festeggia i 150 anni dell'Unità d'Italia


 


Tra la primavera del 1859 a quella del 1861, nacque, da un'Italia divisa in sette Stati, una nuova Nazione. A compimento di un percorso che partiva dalla vittoria degli eserciti franco-piemontesi nel 1859 e dal contemporaneo progressivo sfaldarsi delle varie compagini italiane che avevano legato la loro sorte alla presenza dell'Austria nella penisola, il 17 marzo 1861 Vittorio Emanuele II veniva proclamato re d'Italia.Nel 2011 si festeggiano i 150 anni dell'unificazione grazie a un Comitato promotore che coordina le varie iniziative. Rammenteremo la nostra partecipazione alla storia del Risorgimento. Rievocheremo i tanti episodi di eroismo, i molti giovani che sacrificarono la loro vita per la causa della libertà, dell'indipendenza e dell'unità. Valorizzeremo così il nostro originale apporto al patrimonio storico-nazionale. Cercheremo di realizzare iniziative capaci di operare una narrazione dotata di un'autentica capacità attrattiva, in grado di accrescere il sentimento democratico e di sviluppare una buona rappresentazione simbolico-collettiva. Sotto l'egida pregiata del Risorgimento e dell'unità d'Italia cercheremo di far emergere fatti e storie dalla retorica, per cercare un percorso in grado di parlare di patria alle italiane e agli italiani del 2011. Gli eventi celebrativi saranno soprattutto un'opportunità da utilizzare a pieno per riflettere sulle radici dei cambiamenti che hanno trasformato l'Italia. Saranno, più di ogni altra cosa, la spinta verso un cammino di crescita della nostra identità come Nazione e della nostra storia come Stato nazionale unitario. Solo così potremo onorare al meglio vicende che succintamente rammentiamo, a cominciare da quel centinaio di giovani mantovani che parteciparono ai moti rivoluzionari del 1821, promossi dalle società segrete. Tra questi il più celebre fu il conte Giovanni Arrivabene. Neppure ai moti del 1831 i mantovani restarono estranei. Il fratello di Giovanni Arrivabene, il conte Giuseppe, collaborò con Ciro Menotti nella preparazione dell'insurrezione di febbraio. Negli anni Trenta anche nel Mantovano si radicò la Giovine Italia. Tra coloro che si avvicinarono all'organizzazione mazziniana spicca Attilio Partesotti. Ai congressi degli scienziati italiani, che si ripromettevano di essere la testimonianza attiva di una cultura unitaria italiana, partecipò, negli anni '40, don Enrico Tazzoli, prete animato da forte spirito patriottico e da acuta sensibilità sociale. Attorno a lui, nel Seminario di Mantova si formò un nutrito gruppo di sacerdoti aperti alle idee di progresso e di nazione. Come non ricordare poi i tanti giovani che si arruolarono nei bersaglieri "Carlo Alberto", un corpo franco costituitosi ai primi di aprile che p partecipò ai combattimenti di Governolo del 24 aprile e del 18 luglio e ad altri fatti d'arme. La battaglia di Curtatone e Montanara del 29 maggio 1848, i combattimenti di Goito dell'8 aprile e del 30 maggio 1848 riportano a luoghi topici del Risorgimento. Il sacrificio dei martiri di Belfiore con la condanna a morte e l'esecuzione, il 7 dicembre 1852, di Bernardo de' Canal, Carlo Poma, Angelo Scarsellini, don Enrico Tazzoli e Giovanni Zambelli; il 3 marzo 1853 di don Bartolomeo Grazioli, Carlo Montanari e Tito Speri; il 19 marzo di Pietro Frattini, è uno degli episodi di maggiore commozione di tutta la storia del Risorgimento. Allorché nel 1859 si fece certa la prospettiva di una nuova guerra contro l'Austria da parte del Piemonte molti patrioti si arruolarono nei Cacciatori delle Alpi, un corpo sotto il comando di Garibaldi. Vi militarono tra gli altri Giovanni Chiassi, Achille Sacchi e Ippolito Nievo. La battaglia decisiva della seconda guerra d'indipendenza si combattè il 24 giugno a Solferino e a San Martino, dunque in territorio in buona parte mantovano. Alla campagna garibaldina del 1860 parteciparono molti mantovani. Intendente della spedizione fu Giovanni Acerbi, vice intendente Ippolito Nievo. Per queste pagine di storia comune ci aspettiamo perciò grande partecipazione, senza scetticismi e senza tergiversazioni, da oggi al 17 marzo 2011 e oltre. Dobbiamo dire ai giovani, a chi è coinvolto in queste celebrazioni, di fare squadra, di trasmettete nelle scuole, nelle università, nei luoghi di lavoro e nei luoghi di svago, il messaggio dell'unità nazionale, dell'identità italiana, della causa comune e del patto che deve legare gli italiani del futuro in difesa dei valori risorgimentali che sono poi confluiti nella costituzione, per far crescere un'Italia unita, libera e democratica.


Approfondimento sul portale http://www.provincia.mantova.it



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